Un aumento della temperatura terrestre di due gradi centigradi, nel giro di 20-30 anni potrebbe provocare un impatto devastante sulle popolazioni  più povere dell’Asia e dell’Africa, scarsità di cibo, siccità e inondazioni. A lanciare l'allarme è la Banca Mondiale che ha presentato oggi un aggiornamento del rapporto dello scorso novembre Turn down the heat, Abbassate il riscaldamento.

Le città costiere di Africa e Asia stanno espandendosi, spiega il report, e molti degli abitanti più poveri vengono sospinti ai limiti delle zone adatte a vivere e nelle aree che il cambiamento climatico espone ai maggiori rischi. Le baraccopoli si arrampicano sulle rive dei fiumi, o si concentrano in zone pianeggianti a rischio esondazione, senza servizi pubblici e senza protezioni contro le mareggiate, l’aumento del livello del mare, e le inondazioni.

Queste comunità sono tra le più vulnerabili del mondo di fronte al climate change, e quelle più in difficoltà nel rastrellare le risorse per adattarvisi.

Senza una chiara strategia e un vero impegno per opporsi al surriscaldamento, sostengono gli autori, entro la fine di questo secolo la temperatura media della terra sarà superiore di quattro gradi rispetto all’epoca pre-industriale. Oggi il mondo è più caldo soltanto di 0,8 gradi, rispetto ad allora, ma già molte comunità nelle varie parti del mondo subiscono l’impatto del cambiamento climatico. E molti di noi potrebbero subire gli effetti di un aumento di altri due gradi, che potrebbe verificarsi nell’arco di una generazione.