Un milione di firme: un obiettivo ambizioso, ma necessario per la prima iniziativa di legge europea che arriva dal basso. A lanciare il progetto, in sette paesi, sono i Cittadini europei per il pluralismo e la libertà dei media, che hanno attivato il sito web www.mediainitiative.eu, dove, oltre a reperire le informazioni sulla campagna, è possibile aderire con la propria firma.

Un'appropriata ed efficace legge anticoncentrazione nel settore dei media; una garanzia di indipendenza degli organi di controllo rispetto al potere politico; la definizione del conflitto di interessi per evitare che i magnati dei mezzi di informazione occupino alte cariche politiche; sistemi di monitoraggio europei più chiariper verificare con regolarità lo stato di slute e l'indipendenza dei media negli Stati europei.

Sono queste le quattro fondamentali richieste del movimento, che fa riferimento non soltanto alla situazione italiana, che "per molti anni è stata un esempio negativo, con un servizio pubblico radiotelevisivo assoggettato alla politica, oltre alla commistione del potere economico, politico e mediatico consentita per legge". Ma anche a quanto sta avvenendo in Ungheria, Bulgaria e Romania, dove sono stati posti limiti alla libertà dei mezzi di informazione. E alla Gran Bretagna, da sempre patria della stampa indipendente, ma dove oggi "le inchieste in corso sul gruppo Murdoch stanno dimostrando come è la democrazia a soffrire in situazioni di concentrazione effettiva dei media".

I progetto è stato presentato a Firenze, nel corso del convegno su Giornalismo e media italiani nella governance dell’Unione europea organizzato da Standard Ethics.

La possibilità di raccogliere firme a sostegno di un'iniziativa di legge europea è una novità prevista dal Trattato di Lisbona, ed è la prima volta che qualcuno tenta questa strada. Certo, il paletto del milione di firme è alto, ma i promotori, tra cui la coordinatrice per l'Italia Tana de Zulueta, sono ottimisti. C'è tempo fino alla fine di novembre.