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Se l'Euribor è un falso
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redazione
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Lo scandalo che ha travolto i vertici della londinese Barclays riguarda la manipolazione del tasso utilizzato per definire il costo dei mutui di milioni di cittadini. Ecco cosa è successo. E come evitare che si ripeta
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Da un lato l'alta finanza, con le sue operazioni sofisticate, i "derivati" e anche le manipolazioni illecite. Dall'altro milioni di cittadini alle prese con il mutuo per comprare casa, e magari in difficoltà di fronte a un aumento delle rate.
Lo scandalo che ha travolto i vertici di Barclays, una delle più antiche, rispettate e solide istituzioni finanziarie britanniche, è un imprevedibile punto di incontro tra due mondi che non potrebbero apparire più distanti.
Cosa facevano infatti gli operatori di Barclays? Secondo le intercettazioni che hanno portato a scoprire la truffa, "manipolavano i tassi di interesse" per avvantaggiarsi nelle operazioni in derivati.
Vediamo che significa.
I tassi di interesse di cui si parla sono il Libor e l'Euribor. Entrambi sono tassi "interbancari": tassi cioè utilizzati dalle banche per prestarsi tra loro denaro. Sono ovviamente tassi variabili, nel senso che cambiano ogni giorno, e vengono calcolati per diverse scadenze, a seconda della lunghezza del finanziamento. Si tratta comunque di tassi "a breve": le scadenze sono infatti uno, tre e sei mesi, e un anno.
Il primo è il London interbank offered rate, e viene calcolato ogni
giorno dall'associazione delle banche britanniche: è una media, calcolata a partire dai tassi
d’interesse applicati sul mercato interbancario di Londra. Come per i nomali finanziamenti, maggiore è la fiducia di cui gode il debitore, inferiore è il tasso, e viceversa. In pratica, ogni giorno le 16 maggiori banche britanniche comunicano il tasso d’interesse al quale riescono a ottenere finanziamenti. I quattro tassi più alti e i quattro più bassi vengono scartati; gli otto che restano sono utilizzati per calcolare la media, che è appunto il Libor. Se una banca comunica un dato falso, può falsare il risultato finale. E le probabilità di successo sono tanto maggiori se agisce d'accordo con altri istituti.
L'Euribor è il suo equivalente in euro; a calcolarlo è la European banking federation, ed è la media dei tassi applicati fra le banche dell'eurozona.
Libor ed Euribor sono dunque indicatori
del costo del denaro a breve termine. Per questo vengono utilizzati dalle banche per calcolare il costo di alcuni finanziamenti, a cominciare dai mutui. I mutui a tasso variabile prevedono una revisione del tasso di interesse che può essere per esempio trimestrale o semestrale: per aggiornare il costo del finanziamento (che di per sè è a lungo termine, visto che un mutuo dura come minimo dieci anni), la banca fa riferimento al costo del denaro a breve, e quindi utilizza l'Euribor, a tre o a sei mesi.
E' evidente che se i tassi di riferimento vengono manipolati, gli effetti si fanno sentire anche nelle tasche dei cittadini che hanno in corso un mutuo. Ed è proprio quello che è successo con Barclays.
Le autorità degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno multato la banca per 450 milioni di dollari; il presidente, Marcus Agius, l'amministratore delegato, Bob Diamond, e il direttore operativo, Jerry del Missier, si sono dimessi quando è emerso che gli operatori in derivati di Barclays manipolavano Libor ed Euribor.
I "derivati" sono strumenti finanziari che "derivano" il loro valore da attività sottostanti. Queste possono essere le più varie: dai titoli azionari alle materie prime, dalle valute fino, appunto, ai tassi di interesse. Il loro effetto è quello di "amplificare" i movimenti del sottostante: a una variazione frazionale del tasso di interesse, per esempio, corrisponde una variazione molto più sostanziale del derivato. Le istituzioni finanziarie sono pesantemente esposte sui derivati. E quindi avere la possibilità di manipolare il sottostante può consentire di realizzare ricchi profitti, o di evitare perdite pesanti.
In sostanza è questa l'accusa mossa oggi a Barclays. Nella vicenda sembra aver pesato anche, da un certo momento in poi, la volontà di dare una migliore immagine all'esterno, nascondendo qualche problema, in particolare dopo che lo scoppio della crisi finanziaria, in seguito al fallimento di Lehman Brothers, ha cominciato a mettere sotto pressione le banche.
Proprio a cavallo di quella crisi finanziaria, il tasso Euribor, come ricorda bene chi aveva in corso all'epoca un mutuo a tasso variabile, schizzò verso l'alto, mettendo in serie difficoltà molti mutuatari. Di certo non per colpa di Barclays: le banche si fidavano ben poco l'una dell'altra, ed erano disposte a prestarsi denaro solo a caro prezzo, e questo si rifletteva sull'Euribor. Già allora però si indicò una possibile soluzione: ancorare i mutui non a un tasso erratico come l'Euribor, così legato agli umori del mercato, bensì a un tasso "istituzionale" come il tasso ufficiale definito dalla Banca centrale europea.
Alcune banche lo fecero. Poche, a quanto ci risulta. Ma la vicenda Barclays suggerisce, tra le altre cose, che probabilmente è quella la strada da preferire. Per sottrarre almeno i mutui agli effetti della speculazione.
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